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Puglia, la nuova legge sulle locazioni turistiche: limiti dei Comuni, SCIA e CIA

Il Consiglio regionale pugliese ha approvato la riforma delle locazioni turistiche: i Comuni potranno fissare limiti. Cosa cambia per chi affitta e cosa controllare ora.

Di Redazione NettoHost6 novembre 2026 · 4 min di lettura
Vicolo di un borgo pugliese con case bianche e una porta con la cassetta chiavi per gli ospiti

Se hai una casa va­canze, un ap­par­ta­mento o un B&B in Puglia, la no­ti­zia di ot­to­bre 2026 ti ri­guarda: il Con­si­glio re­gio­nale ha ap­pro­vato una nuova legge sulle lo­ca­zioni tu­ri­sti­che che mo­di­fica la di­sci­plina re­gio­nale in vigore. Non in­tro­duce un tetto unico per tutta la re­gione, ma dà ai Comuni più stru­menti per re­go­lare il fe­no­meno. Il quadro è ancora in evo­lu­zione: qui trovi ciò che è emerso finora e cosa ve­ri­fi­care. In­for­ma­zioni ri­fe­rite a no­vem­bre 2026.

Cosa ha approvato la Regione

Il Con­si­glio re­gio­nale ha ap­pro­vato il testo il 20 ot­to­bre 2026. L'obiet­tivo di­chia­rato è con­ci­liare tu­ri­smo e di­ritto alla casa dei re­si­denti, te­nendo di­spo­ni­bili al­loggi in af­fitto lungo.

I punti prin­ci­pali, se­condo le ri­co­stru­zioni di stampa e di as­so­cia­zioni di ca­te­go­ria:

  • Nessun limite uguale per tutti. La legge non fissa un numero mas­simo re­gio­nale. Indica ai Comuni cosa pos­sono fare e su quali basi.
  • Comuni coin­volti. Le no­ti­zie par­lano di circa 40 Comuni: quelli clas­si­fi­cati ad alta in­ten­sità tu­ri­stica (34) e i ca­po­luo­ghi di pro­vin­cia. L'elenco pre­ciso va con­trol­lato nel testo uf­fi­ciale.
  • Re­go­la­menti co­mu­nali. I Comuni in­te­res­sati pos­sono in­di­vi­duare zone in cui fis­sare cri­teri e limiti, sia per le at­ti­vità im­pren­di­to­riali sia per quelle non im­pren­di­to­riali.
  • Cosa devono va­lu­tare. Il rap­porto tra posti letto tu­ri­stici e re­si­denti, la di­stri­bu­zione tra al­ber­ghi e strut­ture ex­tral­ber­ghiere, il tes­suto urbano e l'ef­fetto sugli af­fitti ac­ces­si­bili.

Quali limiti potrebbero arrivare

Ogni Comune de­ci­derà se e come in­ter­ve­nire. Tra le misure pos­si­bili in­di­cate dalle fonti:

  • limiti per zona;
  • un rap­porto tra su­per­fi­cie dell'im­mo­bile e numero di ospiti am­messi;
  • stan­dard di qua­lità: ac­ces­si­bi­lità, igiene, decoro, con­net­ti­vità.

I re­go­la­menti do­vreb­bero pre­ve­dere norme tran­si­to­rie, per ap­pli­care le regole gra­dual­mente e tenere conto delle at­ti­vità già av­viate in modo re­go­lare. È la parte più im­por­tante per chi ha già un'at­ti­vità: l'espe­rienza di altre città ita­liane dice che il det­ta­glio dei re­go­la­menti può cam­biare molto da un Comune all'altro.

Cosa resta fuori

  • La re­si­denza prin­ci­pale. Se af­fitti una stanza o l'intera casa in cui vivi abi­tual­mente, i limiti co­mu­nali non si ap­pli­cano, se­condo le no­ti­zie.
  • Im­mo­bili sto­rici. Le fonti se­gna­lano una tutela per im­mo­bili come i trulli, che per le loro ca­rat­te­ri­sti­che non pos­sono ri­spet­tare tutte le norme igie­nico-sa­ni­ta­rie.
  • Chi non è nei Comuni coin­volti. Fuori dall'elenco il Comune non ha i nuovi poteri, ma re­stano gli ob­bli­ghi or­di­nari.

SCIA o CIA: quale si usa

Il punto da co­no­scere subito è la dif­fe­renza di pra­tica:

  • SCIA (se­gna­la­zione cer­ti­fi­cata di inizio at­ti­vità) per chi svolge l'at­ti­vità in forma im­pren­di­to­riale;
  • CIA (co­mu­ni­ca­zione di inizio at­ti­vità) per chi la svolge in forma non im­pren­di­to­riale.

En­trambe si pre­sen­tano in mo­da­lità te­le­ma­tica allo spor­tello unico (SUAP) del Comune dove si trova l'im­mo­bile, at­te­stando re­qui­siti, agi­bi­lità, ca­pa­cità ri­cet­tiva e ca­rat­te­ri­sti­che dell'al­log­gio. Le in­for­ma­zioni con­flui­scono in una banca dati re­gio­nale ge­stita da Pu­glia­pro­mo­zione, che as­se­gna un codice iden­ti­fi­ca­tivo re­gio­nale (CIR), col­le­gato al codice na­zio­nale (CIN).

Per le mo­di­fi­che o la so­spen­sione dell'at­ti­vità si parla di co­mu­ni­ca­zione entro 15 giorni; per la ces­sa­zione entro 30 giorni. Il CIN resta co­mun­que ob­bli­ga­to­rio: è spie­gato nell'ar­ti­colo sul re­go­la­mento eu­ro­peo e il CIN.

Per capire quando l'at­ti­vità è con­si­de­rata im­pren­di­to­riale, vedi anche SCIA al Comune dal terzo im­mo­bile.

Il punto più delicato: chi ha già iniziato

Una di­spo­si­zione re­gio­nale pre­ce­dente ri­chiede di re­go­la­riz­zare con CIA o SCIA le at­ti­vità già in corso che non ave­vano co­mu­ni­cato l'avvio al Comune. Il caso tipico: hai il CIN ma non hai mai pre­sen­tato la pra­tica al SUAP. Alcune as­so­cia­zioni in­di­ca­vano come ter­mine il 30 set­tem­bre 2026 e par­la­vano di una pos­si­bile pro­roga al 31 di­cem­bre 2026. Non ab­biamo tro­vato una con­ferma uf­fi­ciale della pro­roga. Se sei in questa si­tua­zione:

  1. chiedi subito al SUAP del tuo Comune se la tua po­si­zione è re­go­lare;
  2. con­serva ri­ce­vute e pro­to­colli di ogni invio;
  3. non aspet­tare i re­go­la­menti co­mu­nali: la pra­tica serve co­mun­que.

Un esempio dei conti

Im­ma­gina un ap­par­ta­mento in un Comune coin­volto, ven­duto 150 notti a 110 euro: 16.500 euro di ricavi lordi. Se un re­go­la­mento co­mu­nale ri­du­cesse l'oc­cu­pa­zione con­sen­tita, o ri­chie­desse lavori per ri­spet­tare un rap­porto tra metri quadri e ospiti, il cal­colo cambia.

  • Se i posti letto scen­dono da 6 a 4 e perdi circa il 15% delle pre­no­ta­zioni, ri­nunci a circa 2.475 euro l'anno di ricavi lordi.
  • Un ade­gua­mento da 2.000 euro, am­mor­tiz­zato in 4 anni, pesa 500 euro l'anno.

Sono numeri di fan­ta­sia, per capire l'ordine di gran­dezza. Prima di in­ve­stire, aspetta il re­go­la­mento del tuo Comune.

Cosa fare adesso

  • Con­trolla se il tuo Comune è nell'elenco e se ha già an­nun­ciato un re­go­la­mento.
  • Ve­ri­fica la tua pra­tica (SCIA o CIA) e il CIR nella banca dati re­gio­nale.
  • Leggi i re­go­la­menti quando sa­ranno pub­bli­cati, con at­ten­zione alle norme tran­si­to­rie.
  • Non fare lavori co­stosi in an­ti­cipo, senza sapere cosa chie­derà il tuo Comune.
  • Con­trolla data di en­trata in vigore, san­zioni e ter­mini nel testo uf­fi­ciale pub­bli­cato sul bol­let­tino re­gio­nale: le fonti con­sul­tate non li ri­por­tano con chia­rezza.

Questo ar­ti­colo è in­for­ma­tivo, ri­fe­rito al 2026, e non so­sti­tui­sce il parere di un pro­fes­sio­ni­sta: la norma è nuova e varia da Comune a Comune. Ve­ri­fica il tuo caso con il SUAP del tuo Comune e con un com­mer­cia­li­sta. Per vedere quanto ti resta in tasca, prova il cal­co­la­tore Net­to­Host.

Contenuto aggiornato al 6 novembre 2026. Aliquote, soglie e scadenze possono cambiare con le leggi di bilancio e le circolari: per il tuo caso verifica con un commercialista abilitato. Hai trovato un errore o un dato non aggiornato? Scrivici.
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