Se hai una casa vacanze, un appartamento o un B&B in Puglia, la notizia di ottobre 2026 ti riguarda: il Consiglio regionale ha approvato una nuova legge sulle locazioni turistiche che modifica la disciplina regionale in vigore. Non introduce un tetto unico per tutta la regione, ma dà ai Comuni più strumenti per regolare il fenomeno. Il quadro è ancora in evoluzione: qui trovi ciò che è emerso finora e cosa verificare. Informazioni riferite a novembre 2026.
Cosa ha approvato la Regione
Il Consiglio regionale ha approvato il testo il 20 ottobre 2026. L'obiettivo dichiarato è conciliare turismo e diritto alla casa dei residenti, tenendo disponibili alloggi in affitto lungo.
I punti principali, secondo le ricostruzioni di stampa e di associazioni di categoria:
- Nessun limite uguale per tutti. La legge non fissa un numero massimo regionale. Indica ai Comuni cosa possono fare e su quali basi.
- Comuni coinvolti. Le notizie parlano di circa 40 Comuni: quelli classificati ad alta intensità turistica (34) e i capoluoghi di provincia. L'elenco preciso va controllato nel testo ufficiale.
- Regolamenti comunali. I Comuni interessati possono individuare zone in cui fissare criteri e limiti, sia per le attività imprenditoriali sia per quelle non imprenditoriali.
- Cosa devono valutare. Il rapporto tra posti letto turistici e residenti, la distribuzione tra alberghi e strutture extralberghiere, il tessuto urbano e l'effetto sugli affitti accessibili.
Quali limiti potrebbero arrivare
Ogni Comune deciderà se e come intervenire. Tra le misure possibili indicate dalle fonti:
- limiti per zona;
- un rapporto tra superficie dell'immobile e numero di ospiti ammessi;
- standard di qualità: accessibilità, igiene, decoro, connettività.
I regolamenti dovrebbero prevedere norme transitorie, per applicare le regole gradualmente e tenere conto delle attività già avviate in modo regolare. È la parte più importante per chi ha già un'attività: l'esperienza di altre città italiane dice che il dettaglio dei regolamenti può cambiare molto da un Comune all'altro.
Cosa resta fuori
- La residenza principale. Se affitti una stanza o l'intera casa in cui vivi abitualmente, i limiti comunali non si applicano, secondo le notizie.
- Immobili storici. Le fonti segnalano una tutela per immobili come i trulli, che per le loro caratteristiche non possono rispettare tutte le norme igienico-sanitarie.
- Chi non è nei Comuni coinvolti. Fuori dall'elenco il Comune non ha i nuovi poteri, ma restano gli obblighi ordinari.
SCIA o CIA: quale si usa
Il punto da conoscere subito è la differenza di pratica:
- SCIA (segnalazione certificata di inizio attività) per chi svolge l'attività in forma imprenditoriale;
- CIA (comunicazione di inizio attività) per chi la svolge in forma non imprenditoriale.
Entrambe si presentano in modalità telematica allo sportello unico (SUAP) del Comune dove si trova l'immobile, attestando requisiti, agibilità, capacità ricettiva e caratteristiche dell'alloggio. Le informazioni confluiscono in una banca dati regionale gestita da Pugliapromozione, che assegna un codice identificativo regionale (CIR), collegato al codice nazionale (CIN).
Per le modifiche o la sospensione dell'attività si parla di comunicazione entro 15 giorni; per la cessazione entro 30 giorni. Il CIN resta comunque obbligatorio: è spiegato nell'articolo sul regolamento europeo e il CIN.
Per capire quando l'attività è considerata imprenditoriale, vedi anche SCIA al Comune dal terzo immobile.
Il punto più delicato: chi ha già iniziato
Una disposizione regionale precedente richiede di regolarizzare con CIA o SCIA le attività già in corso che non avevano comunicato l'avvio al Comune. Il caso tipico: hai il CIN ma non hai mai presentato la pratica al SUAP. Alcune associazioni indicavano come termine il 30 settembre 2026 e parlavano di una possibile proroga al 31 dicembre 2026. Non abbiamo trovato una conferma ufficiale della proroga. Se sei in questa situazione:
- chiedi subito al SUAP del tuo Comune se la tua posizione è regolare;
- conserva ricevute e protocolli di ogni invio;
- non aspettare i regolamenti comunali: la pratica serve comunque.
Un esempio dei conti
Immagina un appartamento in un Comune coinvolto, venduto 150 notti a 110 euro: 16.500 euro di ricavi lordi. Se un regolamento comunale riducesse l'occupazione consentita, o richiedesse lavori per rispettare un rapporto tra metri quadri e ospiti, il calcolo cambia.
- Se i posti letto scendono da 6 a 4 e perdi circa il 15% delle prenotazioni, rinunci a circa 2.475 euro l'anno di ricavi lordi.
- Un adeguamento da 2.000 euro, ammortizzato in 4 anni, pesa 500 euro l'anno.
Sono numeri di fantasia, per capire l'ordine di grandezza. Prima di investire, aspetta il regolamento del tuo Comune.
Cosa fare adesso
- Controlla se il tuo Comune è nell'elenco e se ha già annunciato un regolamento.
- Verifica la tua pratica (SCIA o CIA) e il CIR nella banca dati regionale.
- Leggi i regolamenti quando saranno pubblicati, con attenzione alle norme transitorie.
- Non fare lavori costosi in anticipo, senza sapere cosa chiederà il tuo Comune.
- Controlla data di entrata in vigore, sanzioni e termini nel testo ufficiale pubblicato sul bollettino regionale: le fonti consultate non li riportano con chiarezza.
Questo articolo è informativo, riferito al 2026, e non sostituisce il parere di un professionista: la norma è nuova e varia da Comune a Comune. Verifica il tuo caso con il SUAP del tuo Comune e con un commercialista. Per vedere quanto ti resta in tasca, prova il calcolatore NettoHost.



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