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Come dichiarare gli affitti brevi: ritenuta del portale, CU e quadri della dichiarazione (redditi 2026)

Il portale ha già trattenuto il 21%: e ora? Come si legge la CU, dove va la ritenuta nella dichiarazione, cosa succede con due immobili e con gli incassi fuori portale. Esempi in euro.

Di Redazione NettoHost7 novembre 2026 · 5 min di lettura
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Molti host ra­gio­nano così: "Il por­tale ha già trat­te­nuto il 21%, quindi le tasse le ho pagate". A volte è vero, a volte no. E in ogni caso la di­chia­ra­zione dei red­diti va fatta lo stesso, con i numeri giusti nei posti giusti. Se i dati non coin­ci­dono con quelli che il por­tale ha co­mu­ni­cato al Fisco, ar­ri­vano let­tere e que­stio­nari (ne par­liamo nell'ar­ti­colo sui con­trolli in­cro­ciati).

Qui trovi la mappa del per­corso: dalla ri­te­nuta alla Cer­ti­fi­ca­zione Unica, fino ai quadri della di­chia­ra­zione. Un avviso: i mo­delli per i red­diti 2026 (da pre­sen­tare nel 2027) non sono ancora di­spo­ni­bili. Ci ba­siamo quindi sulle istru­zioni dei mo­delli 2026, ri­fe­riti ai red­diti 2025, e sulle regole fi­scali oggi in vigore. Codici, ca­selle e sca­denze vanno con­trol­lati sulle istru­zioni uf­fi­ciali dell'anno.

Chi trattiene la ritenuta e perché

Quando un in­ter­me­dia­rio in­ter­viene nel pa­ga­mento dell'af­fitto, o in­cassa lui il canone, deve trat­te­nere il 21% dell'im­porto lordo e ver­sarlo al Fisco con il mo­dello F24, entro il 16 del mese suc­ces­sivo (codice tri­buto 1919). Gli in­ter­me­diari sono i por­tali come Airbnb e Boo­king.com, ma anche agen­zie e ge­stori pro­fes­sio­nali che in­cas­sano per tuo conto.

Qual­che det­ta­glio utile:

  • la ri­te­nuta si cal­cola sul lordo, cioè sul prezzo pagato dall'ospite, prima delle com­mis­sioni del por­tale;
  • penali, ca­parre e de­po­siti cau­zio­nali non sono sog­getti a ri­te­nuta;
  • se l'ospite ti paga di­ret­ta­mente (con­tanti, bo­ni­fico, ac­cordi fuori por­tale), nes­suno trat­tiene niente. Quegli in­cassi li di­chiari tu per intero.

La ri­te­nuta non è una tassa in più. Se hai scelto la ce­do­lare secca, è un ver­sa­mento a titolo de­fi­ni­tivo, per la parte che copre. Se non l'hai scelta, è un ac­conto sull'Irpef.

La CU: il documento da cercare per primo

A inizio anno l'in­ter­me­dia­rio ti con­se­gna la Cer­ti­fi­ca­zione Unica (CU) con gli im­porti in­cas­sati e la ri­te­nuta trat­te­nuta. È il do­cu­mento di par­tenza: i numeri della di­chia­ra­zione devono essere coe­renti con la CU, so­prat­tutto se cambi regime da un anno all'altro.

Cosa con­trol­lare:

  1. Il totale dei canoni cer­ti­fi­cato è quello che ri­sulta dai tuoi estratti conto del por­tale?
  2. L'im­porto della ri­te­nuta è circa il 21% del totale?
  3. Se hai più por­tali o più im­mo­bili, hai una CU per cia­scun in­ter­me­dia­rio?
  4. I dati dell'im­mo­bile e il tuo codice fi­scale sono cor­retti?

Se qual­cosa non torna, chiedi una cor­re­zione al por­tale prima di pre­sen­tare la di­chia­ra­zione, non dopo.

Dove vanno i numeri: tre scenari

Le istru­zioni dei mo­delli 2026 pre­ve­dono, in sin­tesi, questi per­corsi.

Mo­dello 730. I red­diti dell'im­mo­bile si in­di­cano nel quadro B. Lì scegli l'op­zione per la ce­do­lare secca e, nelle istru­zioni del 2026, com­pare anche il campo per il CIN. Se l'im­mo­bile è in su­blo­ca­zione o co­mo­dato (cioè non sei pro­prie­ta­rio), il quadro è un altro.

Mo­dello Red­diti Per­sone fi­si­che. Il red­dito da pro­prie­ta­rio va nel quadro RB; la ri­te­nuta cer­ti­fi­cata nella CU va nel quadro LC. Nel rigo LC1, se­condo le istru­zioni 2026, la co­lonna 3 ri­guarda l'im­po­sta so­sti­tu­tiva e la co­lonna 4 la ri­te­nuta. Se scegli la ce­do­lare, la ri­te­nuta viene sca­lata dall'im­po­sta; se non la scegli, la co­lonna 3 resta a zero e la ri­te­nuta riduce l'Irpef.

Più com­pro­prie­tari. Se l'im­mo­bile ha più pro­prie­tari, cia­scuno di­chiara la pro­pria quota. La ri­te­nuta può essere de­tratta solo da chi ha fir­mato il con­tratto con il por­tale; gli altri in­di­cano la loro parte di red­dito senza quella ri­te­nuta.

Un con­si­glio che vale più di tutti: se hai già un com­mer­cia­li­sta o un CAF, porta la CU e gli estratti dei por­tali, non solo il rie­pi­logo.

Esempi in euro con la cedolare secca

Ri­cor­diamo le ali­quote: 21% per un im­mo­bile, 26% per il se­condo (il tetto è di due im­mo­bili; dal terzo cambia tutto, vedi l'ar­ti­colo sulla SCIA e il terzo im­mo­bile).

Caso 1: un im­mo­bile, tutto dal por­tale. In­cassi lordi 9.000 euro. Ri­te­nuta del 21%: 1.890 euro. Ce­do­lare al 21%: 1.890 euro. Dif­fe­renza da ver­sare: zero. La ri­te­nuta ha già co­perto l'im­po­sta.

Caso 2: un im­mo­bile, parte dal por­tale e parte di­retta. In­cassi dal por­tale 9.000 euro (ri­te­nuta 1.890). In­cassi di­retti 3.000 euro, senza ri­te­nuta. Red­dito totale 12.000 euro, ce­do­lare al 21%: 2.520 euro. De­tratta la ri­te­nuta: re­stano 630 euro da ver­sare, più gli even­tuali ac­conti.

Caso 3: due im­mo­bili. Il primo in­cassa 9.000 euro (ri­te­nuta 1.890, ce­do­lare 21% = 1.890, saldo zero). Il se­condo in­cassa 6.000 euro dal por­tale (ri­te­nuta 1.260). Con il 26% la ce­do­lare è di 1.560 euro: re­stano 300 euro da ver­sare. Il por­tale trat­tiene sempre il 21%, quindi sul se­condo im­mo­bile la dif­fe­renza del 5% è a tuo carico.

Gli im­porti sono esempi in­ven­tati. Per il tuo caso conta anche l'an­da­mento degli ac­conti: ne par­liamo nell'ar­ti­colo sull'ac­conto del 30 no­vem­bre.

Se non scegli la cedolare secca

Senza ce­do­lare i canoni si som­mano agli altri red­diti e si ap­pli­cano le ali­quote Irpef. La ri­te­nuta del 21% resta valida come ac­conto: non si perde cam­biando regime. Per molti host la ce­do­lare è più sem­plice e spesso più con­ve­niente, ma di­pende dal red­dito com­ples­sivo. Per il con­fronto, vedi ce­do­lare secca o for­fet­ta­rio.

Gli errori più frequenti

  • Di­men­ti­care gli in­cassi fuori por­tale. La ri­te­nuta ri­guarda solo i pa­ga­menti pas­sati dall'in­ter­me­dia­rio.
  • To­gliere le pu­li­zie dal red­dito perché "le ho girate allo staff": se le ha ad­de­bi­tate il por­tale all'ospite, fanno parte del cor­ri­spet­tivo.
  • Sce­gliere il 21% per due im­mo­bili. L'ali­quota ri­dotta vale per una sola unità.
  • Non al­li­neare di­chia­ra­zione e CU quando si cambia regime.
  • Igno­rare gli ac­conti: la ce­do­lare ha le sue sca­denze, a pre­scin­dere dalla di­chia­ra­zione.

Cosa non abbiamo potuto verificare

La pagina dell'Agen­zia delle En­trate con la guida ag­gior­nata sulle lo­ca­zioni brevi non era rag­giun­gi­bile quando ab­biamo scritto questo ar­ti­colo. Per questo le in­di­ca­zioni su quadri, righi e ca­selle de­ri­vano da fonti spe­cia­liz­zate e dalle istru­zioni dei mo­delli 2026: prima di com­pi­lare, con­trolla le istru­zioni uf­fi­ciali 2027 quando sa­ranno pub­bli­cate.

Per concludere

Di­chia­rare bene gli af­fitti brevi si­gni­fica par­tire dalla CU, ag­giun­gere gli in­cassi di­retti, sce­gliere il regime con un conto alla mano e con­trol­lare che i numeri coin­ci­dano con quelli dei por­tali. Per vedere quanto ti resta dav­vero dopo com­mis­sioni e im­po­ste, prova il cal­co­la­tore Net­to­Host. Le in­for­ma­zioni sono ge­ne­rali e ri­fe­rite al 2026: per la com­pi­la­zione della di­chia­ra­zione e per la scelta del regime ri­vol­giti a un com­mer­cia­li­sta o a un CAF.

Contenuto aggiornato al 7 novembre 2026. Aliquote, soglie e scadenze possono cambiare con le leggi di bilancio e le circolari: per il tuo caso verifica con un commercialista abilitato. Hai trovato un errore o un dato non aggiornato? Scrivici.
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