"Affitto una stanza", "ho un appartamento per turisti", "faccio il B&B": nel linguaggio comune sono la stessa cosa. Per la legge no. Da questa scelta dipendono documenti da presentare, servizi che puoi offrire, imposte e perfino le parole da usare nell'annuncio. Questa guida ti aiuta a capire in quale categoria ti trovi. I riferimenti sono quelli del 2026 e molti dettagli cambiano da Regione a Regione: qui trovi il quadro generale, non le regole del tuo territorio.
Perché la differenza conta
Il turismo è materia delle Regioni. Esiste una cornice nazionale, ma ogni Regione definisce a modo suo le strutture extralberghiere, i limiti di camere e posti letto, la classificazione e i requisiti. Per questo lo stesso alloggio può essere un B&B in una Regione e rientrare in un'altra categoria altrove.
C'è poi la parte fiscale e amministrativa, che è nazionale: SCIA, partita IVA, cedolare secca, obblighi verso la Questura e codice CIN. Sbagliare categoria significa applicare le regole sbagliate e rischiare sanzioni.
Locazione turistica o breve: la casa data in affitto
È il caso di chi affitta un appartamento per periodi brevi, di solito fino a 30 giorni consecutivi allo stesso ospite, senza offrire servizi tipici dell'albergo. Il rapporto è un contratto di locazione, anche se breve.
Caratteristiche tipiche:
- l'ospite ha la casa per sé, senza il titolare in casa;
- servizi limitati, di norma niente colazione né servizi alberghieri;
- per il privato è possibile la cedolare secca, nei limiti che trovi in cedolare secca e ritenuta;
- servono il CIN, le dotazioni di sicurezza e la comunicazione degli ospiti alla Questura;
- dal terzo immobile entra in gioco l'attività d'impresa, con partita IVA e SCIA: ne parliamo in SCIA e terzo immobile.
Se offri servizi in più, come pulizie durante il soggiorno, prima colazione o trasferimenti, rischi di uscire dalla locazione e di essere considerato un'attività ricettiva a tutti gli effetti. Prima di aggiungere servizi, verifica con il Comune e con il tuo commercialista.
Casa e appartamento per vacanze (CAV)
È una struttura ricettiva extralberghiera regolata dalla legge della Regione. Si gestiscono una o più unità abitative arredate, offerte in modo organizzato a ospiti diversi, di solito per l'intera unità e non a camere.
Elementi ricorrenti:
- gestione organizzata, con SCIA al Comune (spesso tramite lo sportello unico per le attività produttive);
- classificazione secondo i criteri regionali;
- alcune Regioni ammettono la gestione "non imprenditoriale" fino a un certo numero di unità, oltre il quale serve la partita IVA: la soglia è regionale;
- possibili servizi accessori come biancheria e pulizie, secondo la legge regionale;
- obblighi di comunicazione dei prezzi e dei dati statistici alla Regione.
In pratica la CAV è la scelta di chi vuole gestire più unità come attività strutturata. Costa di più in adempimenti, ma lascia più libertà sui servizi e sul modo di presentarsi.
Bed & breakfast
Il B&B è l'accoglienza in una casa in cui spesso vive il titolare: si affittano camere, e il prezzo include la prima colazione.
Gli elementi che lo distinguono, con le dovute differenze regionali:
- il titolare abita nell'immobile o vi ha comunque un legame stabile con la struttura;
- si affittano camere, non l'intera casa come unità separata;
- c'è un limite di camere e posti letto, che varia: molte Regioni indicano una cornice di poche camere e pochi posti letto, altre sono più ampie;
- la colazione è parte del servizio;
- la gestione può essere familiare e non imprenditoriale, se rispetta limiti e condizioni regionali.
Se il B&B supera i limiti, o diventa la tua attività prevalente e organizzata, può essere considerato attività d'impresa. A quel punto servono partita IVA, iscrizione al Registro delle imprese e contributi INPS. Verifica con il commercialista il momento in cui passi dall'una all'altra.
Affittacamere
L'affittacamere è un'attività ricettiva in cui si offrono camere in appartamenti, con o senza servizi. Rispetto al B&B, in genere:
- il titolare non deve abitare nell'immobile;
- la gestione è imprenditoriale, quindi con partita IVA;
- c'è un tetto di camere per struttura, che dipende dalla Regione;
- la colazione non è sempre prevista: dipende dalla legge regionale.
In diverse Regioni il confine con il B&B è sottile e le definizioni si sovrappongono. Quello che conta è come la tua Regione definisce le due figure.
Il confronto in una tabella
| Aspetto | Locazione turistica | Casa vacanze (CAV) | B&B | Affittacamere |
|---|---|---|---|---|
| Cosa si affitta | Intera unità | Una o più unità intere | Camere | Camere |
| Titolare presente | No | No | Di solito sì | Non necessario |
| Colazione | No | No, di norma | Sì | Dipende dalla Regione |
| Impresa | No, nei limiti di legge | Dipende dalla Regione | Dipende dai limiti | Di norma sì |
| Comune | Comunicazioni e CIN | SCIA | SCIA | SCIA |
| Ruolo della Regione | Minore | Centrale | Centrale | Centrale |
La tabella è una semplificazione: usala per orientarti, non per decidere.
Un esempio sui numeri
Maria ha un appartamento che rende circa 18.000 euro lordi l'anno. Come locazione turistica, con cedolare secca al 21% (ipotesi), paga circa 3.780 euro di imposta sostitutiva (21% di 18.000 euro). Se invece aggiunge colazione e pulizie giornaliere e viene considerata attività ricettiva, i conti cambiano: partita IVA, contributi INPS e regime fiscale diverso. Può darsi che a lei convenga, perché con i servizi alza la tariffa. Ma deve confrontare il maggior incasso con il maggior costo prima di decidere. Gli importi sono un'ipotesi di calcolo: i tuoi dipendono dal regime scelto e dai tuoi costi.
Come capire dove ti trovi: cinque domande
- Affitti l'intera casa o singole camere?
- Vivi nell'immobile?
- Offri colazione o altri servizi?
- Quante unità gestisci in totale?
- Qual è la legge regionale sul turismo del luogo in cui si trova l'immobile?
Le prime quattro ti dicono come si presenta la tua attività. L'ultima ti dice quali limiti applicare. Il sito della Regione e lo sportello del Comune sono il punto di partenza giusto: le guide, compresa questa, non sostituiscono la legge regionale in vigore.
Cosa fare adesso
Se hai dubbi sulla categoria, scrivi al Comune o allo sportello della Regione, descrivendo come lavori. Con la risposta in mano, parlane con un commercialista per scegliere partita IVA, regime e codice ATECO. Se vuoi stimare il guadagno netto nelle diverse ipotesi, puoi provare il calcolatore. Le informazioni qui sono generali e riferite al 2026: per il tuo caso, rivolgiti a un commercialista e al tuo Comune.



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