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FiscoNotizia

Manovra 2027 e cedolare secca: cosa cambia per chi affitta (e cosa resta com'è per gli affitti brevi)

Il disegno di legge di bilancio 2027 abbassa la cedolare sui canoni concordati. Per gli affitti brevi, dai testi consultati, non risultano cambiamenti.

Di Redazione NettoHost3 novembre 2026 · 4 min di lettura
Illustrazione di una bilancia con una casa su un piatto e una percentuale sull'altro

Il 28 ot­to­bre 2026 il Con­si­glio dei mi­ni­stri ha ap­pro­vato il di­se­gno di legge di bi­lan­cio per il 2027. Tra le misure più com­men­tate c'è la ce­do­lare secca più bassa sui canoni con­cor­dati. Se hai un ap­par­ta­mento che af­fitti a notti, la do­manda è ine­vi­ta­bile: cambia qual­cosa anche per me? Ve­diamo che cosa c'è nella bozza, che cosa non c'è e perché con­viene non muo­versi d'istinto.

Un punto fermo: è ancora una bozza

Il testo ap­pro­vato dal Go­verno è una prima ste­sura. Ora passa al Par­la­mento, che deve ap­pro­vare la legge di bi­lan­cio entro il 31 di­cem­bre, e nel frat­tempo può essere mo­di­fi­cato. Tutto quello che leggi in questo ar­ti­colo si ri­fe­ri­sce alla bozza di ot­to­bre 2026 e va ri­letto quando ar­ri­verà il testo de­fi­ni­tivo.

Che cosa prevede la bozza sulla cedolare secca

Per i con­tratti di lo­ca­zione a canone con­cor­dato, cioè quelli con af­fitto con­te­nuto entro i limiti fis­sati dagli ac­cordi locali, la bozza pre­vede:

  • l'ali­quota della ce­do­lare secca che scende dal 10% al 5%;
  • un'ali­quota dell'1% se l'in­qui­lino ha meno di 36 anni al mo­mento della firma (il co­mu­ni­cato uf­fi­ciale parla di in­qui­lini "fino a 35 anni": è la stessa soglia, detta in modo di­verso);
  • una durata dell'age­vo­la­zione dal 2027 al 2031, ma solo per i con­tratti sti­pu­lati nel 2027.

Quest'ultimo punto è im­por­tante. I con­tratti già in corso re­stano al 10%, e se­condo le sin­tesi con­sul­tate l'ali­quota ri­dotta non vale per le pro­ro­ghe e i rin­novi fatti nel 2027, né per i nuovi con­tratti che pren­dono il posto di lo­ca­zioni in­ter­rotte in an­ti­cipo (è una norma an­tie­lu­siva). Il co­mu­ni­cato uf­fi­ciale ac­cenna anche a un'esten­sione della ce­do­lare agli im­mo­bili com­mer­ciali, ma i det­ta­gli (di­men­sioni e ali­quote) va­riano da una fonte all'altra: sono in corso di chia­ri­mento.

E gli affitti brevi?

Nel co­mu­ni­cato del Con­si­glio dei mi­ni­stri non si parla di lo­ca­zioni brevi, e nelle sin­tesi che ab­biamo letto non ri­sul­tano mo­di­fi­che alle regole che già co­no­sci. Re­stano quindi quelle in vigore dal 2026:

  • 21% per una sola unità im­mo­bi­liare de­sti­nata a lo­ca­zioni brevi;
  • 26% per la se­conda;
  • dal terzo im­mo­bile l'at­ti­vità si pre­sume svolta in forma d'im­presa, con par­tita IVA.

Se vuoi il det­ta­glio, lo trovi in ce­do­lare secca sugli af­fitti brevi e in quando serve la par­tita IVA. Se nel testo de­fi­ni­tivo com­pa­ris­sero mo­di­fi­che, ag­gior­ne­remo queste pagine.

Un confronto con i numeri (solo a titolo di esempio)

Per capire l'ordine di gran­dezza, met­tiamo a con­fronto due sce­nari molto sem­pli­fi­cati per lo stesso ap­par­ta­mento, nel 2027 e ipo­tiz­zando che la bozza resti com'è.

Af­fitto breve, un solo im­mo­bile. In­cassi 24.000 euro in un anno. Le com­mis­sioni dei por­tali, ipo­tiz­zate al 15%, val­gono 3.600 euro. La ce­do­lare al 21% vale il 21% di 24.000, cioè 5.040 euro. Re­stano 24.000 − 3.600 − 5.040 = 15.360 euro, prima di pu­li­zie, utenze, bian­che­ria e altri costi.

Canone con­cor­dato, con­tratto nuovo del 2027. L'af­fitto è 800 euro al mese, cioè 9.600 euro l'anno. Con la ce­do­lare al 5% l'im­po­sta è 480 euro e re­stano 9.120 euro. Con l'1%, se l'in­qui­lino ha meno di 36 anni, l'im­po­sta è 96 euro.

Guar­dando solo la cifra finale, l'af­fitto breve rende di più. Ma il con­fronto non è com­pleto: nel lungo pe­riodo non hai com­mis­sioni, pu­li­zie a ogni cambio ospite né pe­riodi vuoti tra una pre­no­ta­zione e l'altra, e l'im­pe­gno di ge­stione è molto minore. Nel breve pe­riodo, invece, i costi na­sco­sti pesano: li trovi nella check­list dei costi na­sco­sti. Per cal­co­lare il tuo caso con i tuoi numeri puoi usare il cal­co­la­tore.

Chi dovrebbe prestare attenzione

  • Chi ha due im­mo­bili e paga il 26% sul se­condo, e sta va­lu­tando se uno dei due possa pas­sare a un con­tratto lungo.
  • Chi ha un im­mo­bile poco red­di­ti­zio a notti (poca do­manda, molti mesi vuoti) e cerca un'en­trata più sta­bile.
  • Chi ge­sti­sce una casa va­canze o un af­fit­ta­ca­mere con unità se­pa­ra­bili: alcune po­treb­bero essere de­sti­nate a un uso di­verso. Qui oc­corre però ve­ri­fi­care la nor­ma­tiva re­gio­nale e co­mu­nale, perché il cambio di de­sti­na­zione d'uso e le regole sull'uso ri­cet­tivo cam­biano da ter­ri­to­rio a ter­ri­to­rio.

Cam­biare tipo di con­tratto ha con­se­guenze che vanno oltre l'ali­quota: durata, regole sull'af­fitto con­cor­dato nel tuo Comune, rap­porto con l'in­qui­lino, even­tuale chiu­sura delle po­si­zioni aperte per l'at­ti­vità ri­cet­tiva. Non esiste una scelta valida per tutti.

Che cosa fare adesso

  1. Non cam­biare nulla sulla base della bozza. Aspetta il testo ap­pro­vato dal Par­la­mento, di solito a fine di­cem­bre.
  2. Con­trolla se nel tuo Comune c'è un ac­cordo per il canone con­cor­dato e quali sono i canoni mas­simi: senza ac­cordo locale la misura non è uti­liz­za­bile.
  3. Fai i conti con i tuoi numeri reali del 2026, non con stime: in­cassi, com­mis­sioni, ri­te­nuta dei por­tali e costi.
  4. Par­lane con il com­mer­cia­li­sta prima di de­ci­dere, so­prat­tutto se hai più im­mo­bili o una strut­tura ri­cet­tiva.

Le norme di una legge di bi­lan­cio pos­sono cam­biare fino all'ultimo: per il tuo caso ve­ri­fica sempre con un pro­fes­sio­ni­sta abi­li­tato, e ri­guarda l'ar­ti­colo quando sarà ap­pro­vato il testo de­fi­ni­tivo.

Contenuto aggiornato al 3 novembre 2026. Aliquote, soglie e scadenze possono cambiare con le leggi di bilancio e le circolari: per il tuo caso verifica con un commercialista abilitato. Hai trovato un errore o un dato non aggiornato? Scrivici.
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